COMUNICATO STAMPA

Trento, 3 giugno 2006

 

 

Daniele Checchi e Antonio Schizzerotto a confronto

 

CONQUISTARE UN PEZZO DI CARTA. SCUOLA E DISUGUAGLIANZE

Focus su come la scuola potrebbe (e dovrebbe) essere un potente meccanismo di promozione sociale. Ma spesso non lo , soprattutto in Italia. Le cause e i rimedi nel confronto tra un economista e un sociologo

 

Oltre 200 persone – rappresentate in buona parte da maestri e insegnanti - si sono date appuntamento questo pomeriggio, nella Sala Calepini della Camera di Commercio, per ricevere risposte concrete e possibili soluzioni alle molteplici carenze che penalizzano da circa un decennio il nostro sistema scolastico. Marco Panara, giornalista e curatore di Affari & Finanza di Repubblica, ha introdotto i due relatori, Daniele Checchi, docente di Economia del Lavoro allUniversit di Milano, e Antonio Schizzerotto, docente di Sociologia alla Facolt di Economia e presidente del Nucleo di Valutazione dellUniversit di Trento.

Il primo elemento a nostra disposizione, dal quale non si pu prescindere, rappresentato dal fatto che andare a scuola il pi a lungo possibile, non pu che portare indubbi vantaggi socio-economici – ha dichiarato il professor Checchi – Non a caso, stato registrato un divario netto tra il guadagno di una persona e il titolo di studio raggiunto: chi in possesso del diploma di scuola media superiore guadagna mediamente il 46% in pi di chi ha solo la licenza media; mentre chi arriva alla laurea ha un differenziale positivo del 38% rispetto a chi ha solo un diploma. Recenti studi hanno inoltre mostrato che la tipologia e la durata dei percorsi scolastici dipendono notevolmente dalla formazione culturale delle famiglie di provenienza. Leconomista ha messo in luce che i punteggi finali degli studenti provenienti da famiglie benestanti sono sempre pi alti di quelli dei figli di classi meno abbienti. Quali i fattori di questo divario? Maggiori stimoli culturali, accesso a informazioni qualitativamente pi alte, frequentazione di ambienti culturali migliori e una rete di relazioni familiari che hanno un ruolo decisivo, spesso oscurando la meritocrazia. In Italia, comunque, il livello di istruzione non lunica determinante dei successi lavorativi, vi sono anche il sesso, lesperienza lavorativa e la formazione culturale dei genitori. fondamentale sottolineare anche il ruolo che ricoprono le politiche scolastiche sul destino della popolazione – ha proseguito Checchi – cՏ una stretta correlazione tra il livello di soddisfazione professionale dei docenti e le performance degli studenti. I fattori che determinano questo equilibrio sono essenzialmente quattro – ha infine concluso leconomista – la trasparenza degli obiettivi scolastici, la valutazione dei risultati, il livello di controllo sul lavoro svolto e la molteplicit degli obiettivi formativi.

Ha quindi preso la parola il professor Antonio Schizzerotto, che ha introdotto la sua relazione spiegando di voler dare risposta, attraverso il suo intervento, ad un interrogativo di fondo: le riforme scolastiche hanno recato benefici al sistema-scuola nel nostro Paese? Ci troviamo ad oggi in una condizione di sostanziale uniformit - da un punto di vista della provenienza sociale - sia nei soggetti con licenza media inferiore sia nei soggetti con diploma di scuola superiore, mentre non viene riscontrato lo stesso equilibrio per gli studenti frequentanti luniversit. Allinizio del secolo scorso cerano meno disuguaglianze tra studenti universitari con diversa origine sociale, perch? Questo risultato – ha spiegato il sociologo - lo si deve al fatto che pi si alza il tasso di frequenza e pi tende ad essere maggiore il divario tra i soggetti con diversa provenienza socio-economica. Il fattore discriminante uno solo: sono destinati a studiare di pi solo i figli che beneficiano di un capitale culturale pi elevato e di maggiori risorse finanziarie. stato constatato, infatti, che le persone tendono ad investire nellistruzione in funzione del proprio reddito e della percentuale di rischio (le famiglie non investono nella formazione se linvestimento rischia di essere improduttivo). La mia conclusione, dunque, – ha infine dichiarato Schizzerotto – non pu che farmi tornare al punto di partenza: le riforme del sistema scolastico non sono riuscite a rendere pi eque le opportunit di accesso alla fascia superiore dellistruzione.