COMUNICATO STAMPA

Trento, 4 giugno 2006

 

 

Carlo Bastasin e Daniel Gros

 

ISTITUZIONI COMUNITARIE E POPOLO DELLUNIONE:

UN PROBLEMA DI INCOMUNICABILIT?

 

Lost in Translation: lincontro, presentato da Tito Boeri e svoltosi oggi in Sala Calepini alla Camera di Commercio di Trento, approfondisce le difficolt sostanziali e comunicative di un Europa spesso lontana dai suoi cittadini

 

LEuropa ha due problemi principali: uno sostanziale e uno di comunicazione. Esordisce cos Daniele Gros, direttore del Centre for European Policy Studies di Bruxelles e collaboratore della redazione de Lavoce.info. Su questa affermazione che riassume i temi trattati nellincontro, in sostanziale accordo Carlo Bastasin, editorialista della Stampa e anche lui, collaboratore de Lavoce.info.

Il problema comunicativo risiede nelle difficolt che le istituzioni europee incontrano nel relazionarsi con i cittadini dei paesi membri dellUnione. Accade, infatti, come sottolinea anche Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival, che un unico messaggio arriva alle persone con declinazioni molto diverse. Tanto che, nelle diverse traduzioni delle comunicazioni dellUnione, sembra si parli di cose o eventi totalmente differenti.

Un altro aspetto del problema comunicativo si riscontra, secondo Gros, nella comunicazione politica nazionale. Gli eletti dei paesi membri tendono a dire che ci che cՏ di buono lo ha fatto il loro Governo, ci che non va colpa dellEuropa.

Bastasin approfondisce il tema ponendo laccento sul grado e le caratteristiche della partecipazione: Lopinione pubblica europea risulta largamente depoliticizzata. Non partecipa. Perch intervenga attivamente sarebbero necessarie due tipi di risorse: cognitive e motivazionali. Mancano. Innanzitutto, spesso non si hanno sufficienti informazioni e conoscenze per intervenire. In secondo luogo, non si motivati poich lUnione pare non toccare nel suo raggio dazione quegli ambiti che pi interessano al cittadino: fisco, istruzione, sanit. Eppure lEuropa interviene nel settore con funzioni di regolamentazione e organizzative. Ci spesso per non viene percepito. Accade cos che lEuropa arriva al cittadino in modo sensibile ma non visibile. E cosՏ che si sente e non si vede? I fantasmi. Ci spaventa. Cos conclude il suo ragionamento Bastasin.

Accanto a questo cՏ unarea di problemi sostanziali messi in evidenza dai relatori. Differenze economiche, politiche e di mentalit tra paesi ricchi e poveri, tra stati grandi e piccoli, pi o meno aperti allesterno.

Ma le difficolt comunicative e sostanziali dellEuropa sono risolvibili? Non per Gros, che le definisce esplicitamente due mali incurabili. Pi cauto Bastasin che d credito e sostiene il concetto di accountability cio lidea di una vera assunzione di responsabilit da parte delle istituzioni europee che indurrebbe i cittadini a fidarsi di pi.

Attraverso le domande poste dal pubblico, lincontro prosegue con alcune osservazioni conclusive di grande interesse.

Bastasin sottolinea come il tema della comunicazione non sia da affrontare isolatamente. La comunicazione coerente con la qualit della politica. In altre parole, per fare buona comunicazione, ci deve essere buona politica: in particolare deve esistere uno spazio di intervento ed espressione autonoma dei cittadini.

Gros propone infine una distinzione tra Bruxelles e Europa. Spesso, quando si parla delle decisioni di Bruxelles si avverte una distanza, quasi una presenza nemica. Al contrario, lidea di Europa pi popolare, indica uno spazio unico, condiviso, pi vicino al cittadino. Su questo punto si concentra il mio ottimismo.

Lost in translation ha affrontato attraverso un dibattito vivace un tema, quello della comunicazione, fondamentale per unistituzione complessa qual lUnione Europa. Ma importante anche in ogni dibattito serio sulleconomia.