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COMUNICATO STAMPA |
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Trento, 4 giugno 2006 |
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La nuova classe dirigente italiana in venti ritratti |
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IL RICAMBIO DEVE PARTIRE DAL SISTEMA PAESE |
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Artoni, Garbi e Da Empoli animano il dibattito sul futuro imprenditoriale dellItalia durante la presentazione del nuovo libro della giornalista de Il Sole 24 ORE Nicoletta Picchio |
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Questo pomeriggio alle ore 16.00 presso la Biblioteca Comunale di Trento, il vicedirettore del Corriere della Sera Dario Di Vico ha introdotto la discussione sul libro Il ricambio. Una nuova classe dirigente per il futuro dellItalia della giornalista de Il Sole 24 ORE Nicoletta Picchio, alla quale hanno partecipato tre giovani imprenditori di successo annoverati tra i protagonisti del testo: la vicepresidentessa di Confindustria Annamaria Artoni, lamministratore delegato della casa editrice Marsilio Giovanni Da Empoli e lamministratore delegato di MTS Gianluca Garbi. Il libro fa un check – up sullo stato di salute del capitalismo italiano, attraverso venti interviste a giovani imprenditori, per capire se il passaggio tra una generazione e laltra, il ricambio appunto, avvenga con pi o meno facilit o se ci sia una certa inerzia o addirittura ritrosia nel prendere in mano lazienda paterna. Le conclusioni dellautrice sono molto ottimistiche in quanto afferma che il rinnovamento della classe dirigente sta avvenendo e anche nel modo giusto, in quanto le nuove generazioni sono ricche di idee pionieristiche e innovative atte a prendere in mano le redini delle aziende e a guidarle verso nuovi orizzonti. Purtroppo nella nostra societ permane lidea che gli imprenditori siano solo i cosiddetti figli di pap e che, nel momento in cui questi entrano in crisi, solo lo Stato o le rendite immobiliari possano risolvere la situazione. Il ricambio per funzionare deve essere la somma di tre elementi: le migliori energie capitaliste, le nuove energie esterne e unapertura internazionale afferma Di Vico. Il vero limite al ricambio non risiede nelle imprese famigliari, ma nella societ che non permette ai giovani di emergere ha esordito Annamaria Artoni, la quale ha poi insistito sul fatto che lunico modo per spezzare questo limite creare ununiversit delleccellenza. Purtroppo in Italia esistono innumerevoli universit, ma nessuna che fornisca ai propri studenti gli strumenti adatti per competere nel mondo del lavoro, nessuna che sappia crescere insieme alle imprese. Dello stesso parere Giovanni Da Empoli: Gli atenei non hanno n le risorse, n le energie, n le idee per realizzare grandi dibattiti sui temi di rilevanza sociale ed economica e di conseguenza cՏ bisogno di organizzare grandi eventi come il Festival dellEconomia. Inoltre, ci che manca alla nostra societ non sono i singoli innovatori, ma la loro capacit di staccarsi dal rapporto padrino – figlioccio e di aggregarsi ad altri individui con la stessa preparazione per formare una nuova classe dirigente. Secondo Gianluca Galli il libro di Nicoletta Picchio sembra dire: creiamo oltre alle quote rosa le quote giovani, infatti let giovane ha sempre un aspetto negativo nel mondo imprenditoriale e anche dellamministrazione pubblica. Spesso i manager sotto i quarantanni sono costretti a portare la barba per nascondere la giovane et, perch in questo paese avere meno di quarantanni vuol dire non contare niente. E pensate alle donne che non si possono nemmeno nascondere sotto la barba aggiunge lArtoni. Lunico modo per crescere, riprende il discorso Galli, di esporsi alla concorrenza, di andare verso lestero, di trovare equilibri internazionali: guardiamo avanti rifugiandoci in Europa, perch lunica via per toglierci di dosso tutta la struttura burocratica che non ci fa crescere. Chiude la presentazione lautrice, dicendo che il libro vuole mettere in evidenza i casi positivi di ricambio, dal momento che, essendo lei stessa ottimista di natura, ritiene che leggere questi esempi possa sollevare dibattiti, schegge di vitalit che diventano best practice. |