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COMUNICATO STAMPA |
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Trento, 2 giugno 2006 |
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Crescita locale, referendum e politiche |
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BAGNASCO E VIESTI: SALE PIENE |
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In moltissimi sono accorsi per lincontro dal titolo Citt e territori: gli ingredienti dello sviluppo locale che si svolto oggi a Palazzo Geremia ed stato presentato da Marco Esposito |
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Distretti industriali, citt e territorio. Tre luoghi sono stati il punto di partenza di questo incontro dedicato ai problemi e alle opportunit di ci che definiamo locale. Il tema, complice forse anche la tradizione trentina da sempre sensibile a questo argomento, ha riscosso grande successo, almeno a giudicare dallaffluenza di persone. Sala principale, completamente piena. Stesso discorso per un altro locale in cui un maxi schermo permetteva di vedere lincontro. In molti sono rimasti fuori per ragioni di sicurezza. Hanno parlato, di fronte agli oltre 200 partecipanti, due relatori che hanno molto studiato largomento. Arnaldo Bagnasco docente dellUniversit di Torino, si occupato di sociologia economica e dello sviluppo ed vicepresidente del Consiglio italiano per le scienze sociali. Gianfranco Viesti invece docente di politica economica dellUniversit degli Studi di Bari, ha rivestito incarichi di consulenza per il Governo e per i ministeri del Lavoro e del Tesoro. Un elemento che ha fatto da cornice e chiave di lettura del dialogo stato il problema della crescita del nostro Paese. Viesti ha parlato di due ipotesi. La prima rincorrere, copiare lAmerica. La seconda mantenere la situazione attuale, progettando solo alcune piccole riforme. Entrambe, per Viesti, sono da scartare. Lidea che comunque emerge dallintero incontro, quella di puntare su una terza alternativa: giocare cio sui punti di forza dellItalia, valorizzare i suoi territori. E ci non in controtendenza con globalizzazione o con la diffusione di Internet, come fa notare Bagnasco. In realt, in una societ caratterizzata da flussi planetari e scambi sempre pi frequenti, la ricerca del locale, da non confondersi con il localismo, diventa sempre pi diffusa e pressante. Lo sviluppo dei territori, delle citt, dei distretti industriali non esclude comunque il livello nazionale. Anzi. Le regole, sostiene il professore dellUniversit di Bari, vengono decise a livello generale, le politiche urbane nascono a livello nazionale. Questo discorso si ricollega a quello affrontato poco dopo: come intervenire nelle zone pi disagiate, nei distretti o nei territori che non hanno conosciuto e non conoscono uno sviluppo concreto? Bagnasco risponde che non ci sono risposte certe ma comunque necessario sviluppare un telaio istituzionale, costruire le condizioni perch ci sia crescita. In accordo Viesti: I soldi devono essere usati per rafforzare il territorio e non per compensare le imprese delle perdite legate alla sua debolezza. Sarebbe un paradosso. Una bomba seguita da applauso il discorso sul prossimo referendum. Viesti definisce la riforma costituzionale su cui gli italiani dovranno decidere deleteria. Sostiene che ad essa si debba contrapporre un decentramento serio che punti sulla questione della responsabilit. Sul tema interviene anche Bagnasco rispondendo alla domanda di Esposito che gli chiede se il referendum finir per contrapporre il Nord al Sud dItalia. Il professore dellUniversit di Torino risponde: Forse un po ma non credo pi di tanto. La questione molto pi complessa. Non si pu parlare di una paese caratterizzato da un Nord contrapposto ad un Sud. Cos come non si potrebbe parlare propriamente di una questione settentrionale. Interessante anche laccento sullimportanza delle persone oltre che dei territori. In particolare degli individui creativi, attivi, ad alta qualit scientifica. E da questi che bisogna partire per uno sviluppo locale, territoriale, ma forse, si potrebbe aggiungere, nazionale. Lincontro di palazzo Geremia ha affrontato temi che stanno a cuore ai trentini. Ma non solo. Stanno a cuore a tutti. Questioni importanti, a cui il Festival dellEconomia con i suoi relatori ha cominciato a dare delle risposte, discutibili forse, ma autorevoli e concrete. |