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COMUNICATO STAMPA |
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Trento, 3 giugno 2006 |
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Lurbanista Bernardo Secchi incanta una platea attentissima e variegata |
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LE NUOVE CITT: RISCHIO DI FRATTURA SEMPRE PI NETTA FRA RICCHI E POVERI |
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Le riflessioni proposte toccano con mano la convivenza e la vivibilit delle aree metropolitane del nostro tempo. Le citt europee e i barrio-cerrado di Buenos Aires. Necessit di studiare attentamente il fenomeno per garantire un futuro migliore a tutti |
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Leconomia non viaggia sopra di noi ma qualcosa che si incontra ovunque sul territorio, per i profani di urbanistica e di economia questa frase, pronunciata dal grande urbanista Bernardo Secchi, che fa capire la connessione stretta fra la nostra vita quotidiana e le intersezioni fra le due discipline. Il docente ha illustrato magnificamente la correlazione fra la costruzione delle nuove citt e il tema della prima edizione del festival Ricchezza e povert. Le riflessioni hanno riguardato in particolar modo citt del contesto sud-americano ed Europeo, con qualche accenno alle citt italiane. Partendo da Anversa, citt sulla quale il professore ha studiato ed elaborato piani e progetti, ha esposto unanalisi approfondita sullimportanza di non dividere il territorio in agglomerati distinti, sia in termini di edificazioni, sia in quelli di proposte culturali. Le realt delle grandi aree metropolitane del Sud-America come Buenos Aires con moltissimi Barrio-cerrado vale a dire quartieri chiusi, appositamente costruiti per gruppi sociali medio-elevati, producono di fatto fratture sempre pi nette fra ricchi e poveri. Gli urbanisti, in questo senso, rischiano di declinare la vivibilit solo a beneficio dei ceti sociali medio alti, ha detto Bernardo Secchi. E nellanalisi approfondita di questo fenomeno riscontrabile sempre pi frequentemente - non solo a San Paolo (Brasile), in Colombia e nel Sud America in generale, ma anche in citt europee come Anversa, Gang, Amsterdam, Bruxelles - che emerge una forte, feroce politica di distinzione fra ricchi e poveri. Di fatto, si creano due culture che si escludono vicendevolmente e che generano, nella cultura dei poveri, la violenza come leva di affermazione sociale. Lo studioso Secchi, indica come possibile soluzione, oltre ad unattenta osservazione del fenomeno proprio nella sua fase di maggior crisi, una rielaborazione delle politiche di welfarestate, evitando la declinazione a solo beneficio dei ceti medio o medio alti. Sollecitato da una domanda specifica di una persona in sala lo studioso, docente a Venezia e allEcole dArchitecture de Gnve, ha approfondito la realt di Buenos Aires, unarea metropolitana con 14 milioni di abitanti, con un fortissimo ceto medio, una vita culturale intensissima, capitale di un Paese uscito da una crisi impressionante negli anni 2001-2003, dove sono stati - appunto - costruiti oltre 450 barrio-serrado. Quale tipo di welfare-state si pu creare in un mondo globalizzato? Come evitare che questo sia pensato a prevalente beneficio di una sola parte della societ? Queste soprattutto le domande poste per migliorare la convivenza fra ricchi e poveri oltre - naturalmente - ad una profonda riflessione sui nuovi modelli di costruzione delle citt e le loro, a volte, devastanti conseguenze.
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