COMUNICATO STAMPA

Trento, 1 giugno 2006

 

Luca Cordero di Montezemolo e Michele Salvati a confronto

 

 

CONCORRENZA E MERITO: COSI LITALIA

PU USCIRE DA DIECI ANNI DI NON DECISIONI

Al Teatro Sociale di Trento, stracolmo, il dialogo del presidente di Confindustria e delleconomista sul ruolo della classe dirigente per lo sviluppo italiano. Regole, etica e coraggio le ricette indicate per il ritrovare fiducia. Montezemolo: Io non sono pessimista, vedo segnali positivi, dobbiamo puntare sulla scuola e sulluniversit

 

Dobbiamo ricostruire un Paese che viene da dieci anni di non decisioni. Dobbiamo saper condividere dei progetti, dobbiamo – prendo a prestito un termine da un mondo che in questo momento, me ne rendo conto, non certamente il massimo dellesempio – fare squadra per quello che chiamo Progetto Paese. Abbiamo bisogno di riforme. Di uno Stato serio che si impegni in un grande sforzo di modernizzazione. Abbiamo bisogno di concorrenza a 360 gradi, ovunque, sapendo che proprio da questo nasce coesione sociale, perch un Paese con concorrenza si fa carico di chi ha bisogno. E dobbiamo fare largo alla meritocrazia, dobbiamo mettere la scuola e luniversit al centro del nostro impegno. E in questo si deve impegnare una classe politica che si renda conto che siamo alla vigilia di decisioni fondamentali. Chiamatelo dialogo, chiamatela concertazione, aggiungete rispetto e senso dello Stato: questo serve oggi allItalia. Aprire le finestre di un mondo che non cambia e non guardare solo al cortile di casa propria. . Cos Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, oggi, al Teatro Sociale di Trento – stracolmo – per uno degli appuntamenti pi attesi del Festival delleconomia. Il dialogo con leconomista Michele Salvati, presentato da Paul Betts, ha offerto molti spunti, visto che i protagonisti erano chiamati a rispondere alla domanda: Quale classe dirigente per lo sviluppo italiano.

Regole, etica, coraggio: questi i termini rimbalzati spesso negli interventi. Preceduti da una considerazione del presidente di Confindustria: Complimenti a chi ha avuto lidea di questa bellissima iniziativa. Un Festival delleconomia un bel segnale, fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile.

 

Michele Salvati ha sottolineato con forza come lItalia resti una societ riottosa alle regole. Eppure la mia convinzione netta: limpresa deve fare limpresa, la scuola deve premiare il merito, le istituzioni sono al servizio dei cittadini. Ma la storia italiana ha generato situazioni consociative di eccessiva vicinanza tra politica ed economia. La storia della corruzione del sistema pubblico e privato lo dimostra. Lagire per uno scopo faceva prevalere lo scopo sulle regole. Oggi cՏ un formale accordo su un bipolarismo agitato, ma la strada da fare lunga. Lunga per arrivare ad una societ competitiva che sia giusta. E nella quale si torni a provare senso di vergogna per taluni comportamenti.

Sul tema della formazione della classe dirigente tornato Luca Cordero di Montezemolo. Non un tema n teorico, n elitario. fondamentale per il nostro Paese rispetto al futuro. Quale deve essere oggi il ruolo delle classi dirigenti? Fare bene il proprio mestiere e d essere giudicati non solo per quello che si fa ma per come lo si fa. Non ci si pu vantare del 30 per cento di economia sommersa. Non ci si pu vantare per essersi arricchiti in due mesi con operazioni bancarie. Le regole vanno fatte rispettare e ci vogliono chiare sanzioni per chi non le rispetta. E chi non fa rispettare le regole in un Paese civile va mandato a casa.

Ma non si detto pessimista il presidente di Confindustria. Anzi. Ho visto una campagna elettorale dove si parlato pi di tasse e di denaro che non di riforme. Ma in giro per il mondo ci sono tanti italiani di qualit, e vengono da un Paese che fa dellindividualismo la sua bandiera. Quando ho detto rimbocchiamoci le mani, ho visto una forte reazione di innovazione e investimento. Ho avvertito: attenzione al ruolo delle istituzioni. Vanno rispettate. Ho aggiunto: abbiamo bisogno di persone che facciano il loro lavoro con vero senso etico e di capacit, abbiamo bisogno di persone per bene. Io non sono pessimista. Vogliamo condividere una cultura di fondo che mette al centro senso dello Stato. Abbiamo bisogno di una politica alta, di una cultura politica coraggiosa che colmi un gap tra il Paese reale e il mondo astratto e lontano della politica. In questo senso ribadisco: la relazione del Governatore della banca dItalia, ieri, stata moderna, coraggiosa, innovativa.

Ha poi aggiunto: Parliamo di education. Non possiamo pensare ad una universit che premi i professori per anzianit. Dobbiamo premiare i capaci e i bravi. Ha ragione la Merkel, premier della Germania, quando afferma che il futuro lEuropa nella competizione delle idee. La cosa pi bella dire che una idea si trasformi in una realizzazione.

Chiusura ancora con Salvati, deciso nel denunciare i guai di una politica fatta ancora con logiche spartitorie e, soprattutto, trasformata in un violento talk show, che trovo intollerabile.