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COMUNICATO STAMPA |
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Trento, 2 giugno 2006 |
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Bilanci in rosso e diritti TV |
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LECONOMIA NEL PALLONE LE CAUSE DELLO SCANDALO CALCISTICO |
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Vittorio Malagutti, inviato dellEspresso, ha raccontato oggi, nel giardino dellAuditorium Santa Chiara, i retroscena della situazione del calcio italiano |
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Laura Strada, caporedattrice Rai a Trento, ha aperto il dibattito, dedicato alleconomia del mondo del calcio, citando le parole di Guido Rossi, commissario straordinario della FIGC, anche lui sorpreso dalla portata del fenomeno: La situazione grave, pensavo, in realt, che levento fosse pi circoscritto. La domanda sulle cause del disastro che sta investendo il calcio italiano subito stata rivolta a Vittorio Malagutti, giornalista economico e non sportivo, come lui stesso ha pi volte precisato. La prima questione presa in considerazione da Malagutti, e secondo lui elemento scatenante del marcio del calcio italiano, la vendita dei diritti TV. Prima del 1999 – spiega il giornalista – era la Lega Calcio a vendere i il prodotto campionato e a ripartire poi, in maniera mutualistica, i guadagni, come succede in Inghilterra. Dal 1999, invece, alcune grandi squadre (come Milan e Juventus) hanno deciso di vendere autonomamente i propri diritti. In questo modo, molte squadre pi piccole si sono ritrovate in difficolt economiche e, come si sa, questo aumenta ricattabilit e corruzione. Il problema non solo questo: gli stipendi dei calciatori sono molto alti, come le cifre di compravendita degli stessi. A fianco di tali situazioni, inoltre, possono facilmente nascere procuratori sportivi (come la societ di cui da molto si parlato, la Gea). Anche gli stipendi dei calciatori, secondo Malagutti, sono troppo alti, ma la soluzione, importata dal mondo del basket italiano, di porre un tetto massimo ai salari rischierebbe di far alzare il sommerso, gi troppo diffuso nei conti del calcio. Non cՏ nulla di pi opinabile – precisa Malagutti – del valore di un calciatore. E facile, perci, falsificare i bilanci attraverso queste variazioni di prezzo. I problemi sono molti, ma le soluzioni sembrano essere poche: Laura Strada lancia lidea di Beppe Grillo, di una decommercializzazione del calcio, trasmettendo le partite soltanto da unemittente pubblica gratuita e municipalizzando le squadre. La provocazione fa pensare e, forse, non cos lontana dalla realt. Unaltra alternativa: che il mondo del pallone si prenda una anno di pausa e riflessione. Chiaramente, in Italia questa via non sarebbe percorribile, ma si poteva sperare in qualche segnale pi forte per quanto riguarda le situazioni del Ct della nazionale e di alcuni giocatori. Tra gli interventi del pubblico, qualche lamentela da parte del curatore fallimentare del Venezia Calcio, per la genericit con cui sono stati trattati gli argomenti. Vittorio Malagutti ha saputo subito smorzare le critiche ribadendo gli argomenti trattati ed approfonditi nel dibattito. Laura strada ha spiegato, invece, che lintento del Festival proprio quello di raccontare gli argomenti in modo accessibile a tutti, per permettere al pubblico di conoscere situazione non sempre facili e lineari.
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