COMUNICATO STAMPA

Trento, 1 giugno 2006

 

 

Focus su globalizzazione, fisco, patto di stabilit, prossimo referendum

 

TRENTINO, FRIULI, SARDEGNA, SCOZIA: AL FESTIVAL DELLECONOMIA REGIONI AUTONOME A CONFRONTO

Contrariet dei presidenti delle speciali Illy, Soru e Dellai alla devolution varata dal governo Berlusconi. S ad un approccio concertato ai problemi del risanamento economico.

 

 

Globalizzazione, rapporto stato-regioni, patto di stabilit, fisco locale, referendum costituzionale: questi i temi attorno ai quali si articolata la discussione che ha visto protagonisti stamani quattro esponenti diversi di un medesimo sentire autonomista, Riccardo Illy, Renato Soru, Lorenzo Dellai, rappresentanti delle regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia e Sardegna e della Provincia autonoma di Trento e lex premier scozzese Henry McLeish, e della Scozia, nel corso del primo importante forum del Festival dellEconomia di Trento. Giudizio concorde dei tre governatori italiani sulla necessit – anche da parte dei territori dotati di particolari forme di autonomia – di concorrere al risanamento dei conti pubblici e al rilancio delleconomia italiana, a patto per che nulla sia imposto dallalto, che le decisioni vengano concordate anche con i governi locali e che non ci siano trattamenti di favore (il riferimento alla Sicilia, pi volte evocata nel corso del dibattito). Un no stato espresso da Illy, Soru e Dellai – seppure con accenti diversi – anche alle riforme istituzionali varate dal governo Berlusconi, sia per quanto concerne il metodo adottato sia per il contenuto di una devolution giudicata un pasticcio, oltre che un allontanamento da quei principi solidaristici che sono parte integrante del nostro assetto costituzionale.

Il forum, moderato da Dario Laruffa del Tg2, si aperto con un giro di tavolo sul meta-tema della globalizzazione, e sui suoi rapporti con il regionalismo. Conciliare le identit locali, le ragioni dei territori, con lapertura globale dei nostri tempi una strada obbligata – ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai – se non vogliamo chiuderci nella difesa del nostro particolare oppure, al contrario, adeguarci in tutto e per tutto ai modelli esterni. Il Trentino – terra un tempo afflitta dalla povert e dallemigrazione, e oggi fra le realt economiche pi solide dItalia - unlaboratorio che dimostra, con la sua storia autonomistica, come questo sia possibile. Riferendosi allincontro avuto ieri a Roma con il nuovo capo del Governo, Romano Prodi, Dellai ha aggiunto che si percepisce la grande speranza che il paese si rimetta in moto partendo proprio dai territori. Ci che conta capire che bisogna agire assieme, che bisogna cooperare a pi livelli: da quello sovranazionale fino a quello subnazionale. Sulla riforma federalista varata dal governo Berlusconi Dellai ha detto infine che si tratta sostanzialmente di un pasticcio, frutto dellincontro di visioni opposte: da un lato un decentramento visto come separatezza, dallaltra un centralismo statalista che ancora non stato del tutto superato. Il senato prospettato dalla riforma – ha concluso il governatore del Trentino - tutto fuorch un senato delle regioni, come norma in ogni assetto federalista. Io comunque preferisco parlare sempre di autonomismo piuttosto che di federalismo.

McLeish, gi primo ministro della Scozia (2000-2001) nonch ministro laburista del governo Blair, con un passato di calciatore professionista nel Manchester United, ha esposto lesperienza della Scozia nel quadro del Regno Unito, insistendo soprattutto sul fatto che se a livello locale non possibile controllare tutte le leve dello sviluppo ce nՏ una, particolarmente importante, che invece deve essere gestita territorialmente: la formazione del capitale umano.

Il tema stato ripreso da Massimo Bordignon, unico accademico sul palco, docente di Scienza delle finanze alla Cattolica di Milano, il quale ha ricordato come, secondo la rilevazione Pisa, il Trentino risulti essere proprio ai primissimi posti in Europa per il livello del suo sistema scolastico, superando anche i Paesi dellEuropa del Nord, tradizionalmente allavanguardia in questo campo (il merito di Maria Teresa dAustria, ha replicato scherzosamente Dellai).

Per Bordignon il tema del decentramento si imposto con forza non solo in Italia ma in tutta Europa dai primi anni 90, e parallelamente alla nascita del mercato unico europeo, segno questo che i termini della competizione internazionale stavano cambiando. Evidenze empiriche dimostrano che dove il decentramento stato fatto bene ha aiutato lo sviluppo locale – ha aggiunto – e viceversa che dove stato fatto male, in particolare senza dare ai governi locali le risorse necessarie o trasferendo le competenze sbagliate, stato addirittura un freno. Bordignon ha quindi introdotto il tema della finanza locale, sottolineando come si imponga una sua revisione – su base consensuale - anche per quanto riguarda le regioni a statuto ordinario.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy ha sottolineato innanzitutto le sperequazioni esistenti fra regioni e regioni, anche allinterno delle speciali (il Friuli – ha detto – quella che sta peggio), confermando per come lautonomia possa essere un formidabile strumento di sviluppo a disposizione dei territori, specie di quelli poveri. Illy si detto a sua volta contrario alle riforme costituzionali varate dal precedente governo, anche se al loro interno, a suo giudizio, vi erano alcuni spunti apprezzabili (ma il prossimo referendum chieder di esprimersi su tutto il pacchetto, e quindi non sar possibile fare distinzioni). Comunque cerano competenze che le regioni avrebbero potuto gestire fin da subito – ha precisato – come ben avrebbe dovuto sapere il governo, che aveva al suo interno un ministro il quale ha scritto un libro intitolato Federalismo fiscale e poi non ha cercato di applicarne neanche una virgola.

Un secco no alla devolution del governo Berlusconi arrivato dal governatore della Sardegna Renato Soru, per il quale la riforma cancella quella tradizione di solidariet che propria del nostro paese. Soru giudica invece condivisibile lobiettivo di concorrere, anche a livello regionale, al contenimento degli sprechi. In Sardegna – ha detto - noi abbiamo cancellato o accorpato molti enti, consorzi e altre realt che erano proliferate indebitamente.

Per Soru, cos come per i governatori che lavevano preceduto, bisogna evitare a tutti i costi la trappola del separatismo. Vogliamo agire assieme alle altre regioni, non da soli. Ma vogliamo anche decidere in prima persona delle cose che riguardano direttamente la nostra comunit: non vogliamo ad esempio che siano altri a stabilire se dobbiamo avere dei sommergibili nucleari nella nostra isola. Meno autonomia, pi sovranit lo slogan con cui il presidente della Regione Sardegna ha quindi sintetizzato la sua posizione.

Accenti concordi da parte dei tre governatori anche sul Patto di Stabilit. Le regioni a statuto speciale hanno sempre fatto la loro parte – ha ricordato Dellai – ma ci vogliono comportamenti coerenti da parte del governo centrale. Condivido lo spirito del discorso pronunciato laltro ieri dal nuovo governatore della Banca dItalia: bisogna coniugare sviluppo e risanamento. Serve insomma un forte patto di stabilit, da costruire assieme. Sollecitato dal moderatore, che chiedeva un esempio sul quale sperimentare una governance a pi livelli (sovranazionale, nazionale e regionale) Dellai ha accennato fra laltro al raddoppio della ferrovia del Brennero. Stiamo seguendo un approccio opposto a quello sperimentato in val di Susa, basato sul coinvolgimento dei territori e sulla corresponsabilit, che significa anche, per i territori, partecipare alle spese.

Da registrare, a margine di questo primo forum del festival dellEconomia di Trento, svoltosi nella sala Depero del palazzo della Provincia, subito dopo lapertura ufficiale della manifestazione al castello del Buonconsiglio, il buon afflusso di pubblico, evidentemente attratto dalla formula originale e convincente adottata dagli organizzatori.